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QUANDO SOGNAVO LA MODA

Da bambina sognavo la moda.

Passavo giornate a disegnare, creare e progettare abiti ‘d’alta moda’ per le mie bambole. A volte, grazie le mani sapienti ma improvvisate di mia nonna , alcuni vestiti prendevano vita. Altre volte rimanevano bozzetti di carta colorata.

Da piccola, ho chiesto a Babbo Natale il gioco ‘Gira la moda’. Chi se lo ricorda? E con questo oltre che a disegnare potevo scegliere i tessuti, creare abbinamenti e disegnare veri e propri modelli. Pret a porter, non certo d’ alta moda…

Poi arrivò l’ anno in cui ad un compleanno mi regalarono una macchina da cucire giocattolo. Non avevo idea da dove iniziare. Rinunciai presto.

Poi provai con la maglieria magica. Ma anche lì niente. Preferivo i tessuti.

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D’altronde della moda mi piaceva soprattutto la parte iniziale, quella delle idee.

Ero già ragazzina, ed il pallino ancora non mi era passato.

Aspettavo con grande attesa le nuove collezioni, Piazza di Spagna era allora l’ evento più importante nel mio palinsesto. Non parliamo del sogno di assistere dal vivo ad un evento.

Ricordo che mi nutrivo di riviste di moda. Lì nascevano le idee ed i progetti ed i sogni. Mai realizzati. Ma sempre idealizzati.

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Da grande la mia formazione ha preso una strada diversa.

Ma chi ha nel cuore la moda, difficilmente l’abbandona del tutto. E quindi si è sempre alla ricerca di idee per arricchire uno stile personale, per trasformarsi e giocare con gli abiti e un po’ con se stesse come fossimo modelle da vestire ma senza prendersi troppo sul serio.

Col tempo e con l’età ho sempre più apprezzato l’artigianalità della moda, cercando la qualità. Indossare un abito su misura, realizzato e pensato sul tuo corpo mi fa sentire unica e speciale. Ho imparato a puntare su pochi pezzi di qualità e all’ unicità.

Vi racconto questo perché oggi, di opportunità ce ne sono molte per chi vuole coltivare questo sogno . Qui potete trovare una valida scuola di formazione nel settore, l ‘ Università della moda   , sempre all’avanguardia,  da 50 anni un’istituzione d’eccellenza per la formazione nel campo della Moda e del Costume.

Bisogna  solo credere nei propri sogni ed avere il coraggio di inseguirli  percorrendo la  strada giusta! A me probabilmente è mancato questo…

E seppur oggi sia pienamente soddisfatta delle scelte lavorative che ho fatto, rimane in fondo al cuore il ricordo di quel sogno da bambina.

Credere nei sogni e coltivarli. Senza aver paura.

#STAY ROCK & BE BRAVE

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Colouring: colorare contro lo stress

Da piccola erano greche e cornicette. Poi si coloravano i disegni scaricati da internet . Poi i disegni si fecero più articolati ed arrivarono i mandala.ora si chiama colouring (u.k.o coloring in u.s).

L’ arte del Colouring come attività antistress sta riscontrando un successo sempre maggiore.

Non più semplici disegni scaricabili dal web ma veri e propri libri  per adulti con magnifiche illustrazioni da colorare (colouring books). Tanto che titoli come Secret Garden e Creative cast coloring books hanno occupato le prime 5 posizioni dei best seller.

Magici mandala o disegni ritmici con meravigliosi motivi geometrici o ghirigori che migliorerebbero non solo la capacità d’attenzione ma anche l’ umore.

Come facevamo da bambini quando passavamo anche ore intere ad impugnare pastelli a cera, pennarelli o matite colorate , i colouring books permettono anche agli adulti di riavvicinarsi alla tecnica che offrirebbe (secondo accreditati studiosi) molteplici benefici psicologici. Lo stesso  psicoanalista Jung utilizzava  i mandala come strumento psicologico molto potente, di scoperta del Sé e della personalità nella sua interezza .

Non è richiesto un grande talento ma solo la libertà di esprimersi attraverso i colori. Proprio per questo motivo il colouring è adatto a tutti.

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Colouring book

Attenzione però non è un’ attività creativa. E’ un’ attività guidata, con determinate richieste. “Colorare dentro i bordi”, “Riempire tutti gli spazi”è tutt’altro che creare. Non confondiamo quindi il colouring con l’arte terapia.

E se ancora non vi ho convinto a riprendere in mano le matite colorate, ecco alcuni dei suoi benefici :

  • favorisce la concentrazione e di abilità cognitive
  • aiuta a ridurre lo stress
  • concilia uno stato mentale libero, distogliendo dalle preoccupazioni
  • riduce ansia e malumore in modo significativo
  • colorare in compagnia attiva una serie di meccanismi positivi dati dallo stare insieme e condividere con gli altri ( se tra fratelli ci sono liti e discussioni o i vostri figli sono in età pre adolescenziale è un’ottima attività!)

Last but not least. Se il colouring vi ha conquistato, vi lascio una chicca deliziosa: la linea Art&Colour di EasyLife . 

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Art&colour EasyLife

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Art&colour EasyLife

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Art&Colour EasyLife

 

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STAY ROCK & COLOUR

Post realizzato in collaborazione con EasyLife

Breve guida pratica per sopravvivere ai gruppi WhatsApp

Siamo nel pieno dell’ era tecnologia. Tanti passi sono stati fatti e chissà quanti ancora se ne dovranno fare ( decidete voi se poi sono passi in avanti oppure no).

Negli ultimi decenni siamo stati travolti da una continua serie di novità tecnologiche che ci hanno senza giri di parole sommersi in una marea di termini, procedure e istruzioni che dovrebbero risolverci la vita. O perlomeno rendercela più facile.

Il fatto è, e parlo della mia generazione, che nessuno ci ha mai istruito all’ uso di questi super fantasmagorici strumenti. Più o meno, intendo in modo più o meno deduttivo, tutti ci siamo arrivati. Tutti, chi prima, chi poi, ne fanno uso.

Ma quanto ne sappiamo veramente?
E sappiamo educare i nostri figli ad un uso intelligente e considerato di questi mezzi al fine che possano realmente agevolare la caotica vita quotidiana piuttosto che complicarcela?
Educare i nostri figli?
Ma a noi chi ci insegna?

Ecco, ai primogeniti sta tutto sul groppone, il duro lavoro dell’apripista …

E poi basta una sola sera, dove WhatsApp s’ inceppa per creare ansie, arrabbiature e titoloni in prima pagina ( io sono tra coloro che manco se ne sono accorti).

Sulla tecnologia, web e social network si potrebbe andar avanti a discutere a ruota libera. Senza giungere a conclusione tra l’altro. Quindi vengo al dunque.
Ecco qui di seguito i miei escamotage per sopravvivere ai gruppi WhatsApp.

  • Decluttering. Come insegna Marie Kondo nel suo libro ‘Il magico potere del riordino’ bisogna buttare ciò che non è necessario (serviva davvero un libro per arrivarci???). Eliminiamo, anzi abbandoniamo tutti quei gruppi che riteniamo non esserci utili. Una volta finii in un gruppo di prodotti venduti porta a porta. Non ero interessata al prodotto, salutai, ringraziai e abbandonai. ( Ricordarsi la gentilezza e le buone maniere anche nei social non è cosa da poco; se vuoi essere ribelle, sii gentile!).
  • Silenziare. È lo strumento più utile di WhatsApp . Silenziare le chat nel rispetto dei nostri padiglioni uditivi e di quelli di chi ci sta attorno. Io appena entro in un gruppo silenzio immediatamente per 1 anno intero.
    Scegliere e decidere quando dedicarsi alla lettura dei messaggi in un paio di momenti al giorno . Ricordiamo che siamo noi a gestire WhatsApp e non il contrario. Scegliere il momento giusto per ‘dedicarsi’ é una delle libertà che ci rimane, teniamocela stretta. Il rischio, sappiatelo, è di spaventarsi guardando la notifica con centinaia di messaggi ma vi assicuro che gran parte saranno solo emoji .Io, in genere, leggo i messaggi dei gruppi prima di andare a letto. E se qualcuno dovesse avere l’urgenza di sentirmi che mi chiami pure (o mi mandi un messaggio privato).

Rimangono solo i gruppi utili. Ora, non sta a me istruire sull’ utilizzo. Ma vi scrivo come io mi comporto per sopravvivere a discussioni di gruppo.

  1. Sempre meglio evitare discussioni scritte. Per la serie ‘scripta manent, verba volant’. Ricordiamoci che in un gruppo tutti leggono, tutti pensano, qualcuno sparla.
  2. Attenzione! Su WhatsApp anche verba manent .Quindi evitiamo discussione vocali. Ohh, sui messaggi vocali avrei da dirne! Se ti scrivo un messaggio é proprio perché non posso parlare ( o ascoltare!) Io, comunque , sono per il confronto reale, magari davanti a un buon tè con gli scones…
  3. WhatsApp serve per comunicare? Bene comunico l’ informazione e stop. Non tiriamola per le lunghe, c’è una vita là fuori. Io sono per la praticità. Se voglio esprimere un concetto lo scrivo in 1 messaggio (non troppo lungo), non in 10 messaggi a singhiozzo. Evviva la sintesi e la praticità!
  4. Devo organizzare una festa/cena ? Bene! Creo il gruppo. Organizzo. E lo elimino.

Questo è il mio kit di sopravvivenza ma se avete altri consigli e/o escamotage da aggiungere sono sempre ben accetti. Lasciatemi un commento qui sotto e sarò lieta di aggiungerli alla lista.

Se siete madri (o padri) di figli alle prese con la scuola primaria provate a leggere questo divertente post di Your Education e vedete un pò se vi riconoscete o riconoscete qualche altra mamma.
STAY ROCK & EASY 💚💙💛

Un incontro naturale e spontaneo: beauty attack

Sono dell’idea che le migliori occasioni, incontri e eventi accadano in modo naturale e spontaneo. O perlomeno, affinché siano autentiche, debbano essere spontanee, non premeditate e non troppo pensate. A volte il troppo pensare logora le cose belle.

Oggi vi scrivo di un incontro spontaneo e naturale, che ha portato alla realizzazione di un beauty attack. Vi racconto dell’incontro tra Kartika Luyet e Mathilde Thomas. Kartika, co-fondatrice di Kure Bazaar, marchio internazionale di smalti glam ed ecologici. Mathilde, fondatrice di Caudalie. Entrambe unite ed impegnate quotidianamente nella realizzazione del loro sogno: permettere alle donne di essere belle nel modo più naturale possibile.

Vi scrivo di questo incontro perché credo fortemente nella collaborazione e cooperazione tra donne. Purtroppo difficile da incontrare, soprattutto nei posti lavorativi ma io sono positiva e ancora ci credo. Scrivo perché credo nella bellezza autentica che rispetta l’ambiente che ci circonda . Ogni donna che acquista un trattamento Caudalie contribuisce alla salvaguardia del pianeta e sostiene la lotta contro la deforestazione, la protezione delle specie animali in via d’estinzione e la promozione di un’economia sostenibile per aiutare le popolazioni locali (dal 2012 sono stati piantati 2.500.000 alberi in Perù, Brasile, Thailandia, Indonesia e Stati Uniti). Caudalie è membro dell’ associazione “1% for the Planet” e devolve l’ 1% del proprio fatturato mondiale ad associazioni per la tutela dell’ ambiente.

Quest’ incontro, naturale e spontaneo, ha portato alla realizzazione di 3 cofanetti in metallo in edizione limitata. Il tema è il rosa e l’uva. All’interno infatti potete trovare uno dei 3 prodotti principali della linea Vinosouce di Caudalie ( Sérum S.O.S Desalterant, Crème Sorbet Hydratante e Fluide Matifiant Hydratant) abbinato ad uno smalto ecologico Kure Bazaar in regalo.

Questo è il mio preferito. Preferito perché adoro questa tonalità di smalto ( nel tempo ho sviluppato una dipendenza per tutto ciò che è rosso). Preferito perché gli altri due cofanetti mi sono stati “sequestrati”. Uno da mia figlia, che ha optato per la Crema idratante effetto Mat per la sua pelle tendente al grasso e lo smalto dark pink. Il terzo, da mia madre, che ha scelto il Sorbetto Idratante e lenitivo abbinato allo smalto rosa delicato. E ditemi voi se questa non è cooperazione tra donne!

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Sérum S.O.S Desalterant

Perché scegliere la gamma Vinosource? Perché all’ interno troverete la formula naturale e ricca dell’ Acqua d’uva bio e di Polifenoli di vinaccioli d’ uva antiossidanti.

Tutto inizia con la raccolta dei grappoli d’uva dai vitigni Merlot e Muscat bio delle regioni del Gard e dell’ Hèrault, rinomati per la loro esposizione al sole e quindi per la ricchezza dei loro frutti 100% bio ( senza OGM, senza pesticidi). L’ uva raccolta nei primi giorni della vendemmia viene pressata e distillata con un processo a bassa pressione esclusiva Caudalie, in cui l’acqua viene separata dal succo d’uva. Tutto ciò per ottenere un’ acqua d’ uva 100% pura e attiva.

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Crème Sorbet Hydratante

Sulla pelle si traduce in effetto superidratante ma allo stesso tempo lenitivo. Applicando una crema della gamma Vinosource si ha infatti una sensazione di leggera ma continua idratazione. Non si ha la sensazione di ‘mascherone’ bensì di un leggero senso di benessere.

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Fluide Matifiant Hydratant

Che sia per noi stesse, per un’ amica o per la nostra mamma, gli incontri naturali e spontanei danno sempre vita a forme meravigliose.

STAY ROCK & BEAUTY

in collaborazione con @Caudalie